UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA
CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA
IN STORIA E FILOSOFIA DELLE SCIENZE
(CIRSFIS)
CONCENTUS MUSICUS PATAVINUS
CONVEGNO NAZIONALE
29-30 GIUGNO 1999
Aula Magna Palazzo del Bo
RIDUZIONISMO E ANTIRIDUZIONISMO
NELLE SCIENZE DEL NOVECENTO
| Il significato di riduzione o riduzionismo nelle scienze non
è univoco. Una sua accezione, forse la più diffusa, è
legata allidea che non si possa comprendere il tutto senza analizzarlo
nelle sue componenti, e che non si possa comprendere le componenti senza
ulteriormente analizzarle nelle loro componenti, in una successione di
livelli gerarchici di cui il livello inferiore spiega quello superiore.
Questo riduzionismo esplicativo ha davvero significato alla luce
degli sviluppi più recenti delle scienze? E, se la risposta alla
domanda è affermativa, esiste un livello fondamentale o elementare
partendo dal quale si possono spiegare i livelli via via superiori? Accanto
a questa accezione del riduzionismo ne esiste almeno unaltra che sostiene
la possibilità di dimostrare che le teorie, le leggi e i modelli
formulati in un campo della scienza siano casi speciali di teorie, leggi
e modelli formulati nello stesso ramo o in qualche altro ramo della scienza.
Questo riduzionismo teoretico propone la riduzione di teorie più
complesse (o appartenenti a livelli più alti della gerarchia) a
teorie più elementari allinterno di un settore disciplinare, e/o
la riduzione di alcune scienze ad altre scienze (si pensi alla proposta
di riduzione della chimica alla fisica, o della biologia alla chimica e
quindi alla fisica). Nel corso del Novecento la portata e il significato
dei vari programmi riduzionistici sono stati problematizzati. More
is different: non sempre il tutto sembra essere spiegabile a partire
dalle parti, e non sempre le teorie o le scienze sono risultate riducibili
tra loro. Nuove categorie interpretative, come quella di emergenza e
di sopravvenienza, sono oggi discusse dai filosofi della scienza per
analizzare la struttura fine della nozione di riduzionismo e i significati
intermedi tra gli estremi riduzionistico e olistico.
Solo dal confronto tra scienziati appartenenti a diversi settori disciplinari e tra questi e i filosofi della scienza può venire un chiarimento su uno dei nodi concettuali e epistemologici centrali nello sviluppo della conoscenza scientifica. |
PROGRAMMA
| Martedì 29 Giugno
(Aula Magna)
ore 9.00 Inizio dei lavori e saluto delle autorità ore 9.20 Giulio Peruzzi, Introduzione ore 10.00 Tullio Regge, Scienza e realtà ore 10.40 Sergio Carrà, Riduzionismo e olismo nella chimica ore 11.20 Pausa caffè ore 11.40 Maria Luisa Dalla Chiara, Riduzioni e riduzionismo dal punto di vista logico ore 12.20 Paolo Zellini, Riduzionismo e matematica ore 13.00 Pausa pranzo ore 15.15 - Carlo Bernardini, Riduzionismo: pro e contro ore 15.55 Elena Castellani, Riduzionismo e emergenza: tre dibattiti recenti ore 16.35 Alessandro Treves, Un riduzionismo estroflesso come anima delle moderne neuroscienze ore 17.15 Pausa caffè Scienza, letteratura e musica ore 17.30 Giuseppe Bevilacqua, Musil 1908: dallempiriocriticismo alla psicologia del profondo ore 18.30 CONCERTO
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Mercoledì 30 Giugno (Archivio
Antico)
ore 9.00 Enrico Beltrametti, Riduzionismo nei fondamenti della meccanica quantistica ore 9.40 Edoardo Boncinelli, Il riduzionismo in biologia: necessario ma forse non sufficiente? ore 10.20 Pausa caffè ore 10.40 Tavola rotonda: Riduzionismo e anti-riduzionismo nelle scienze del Novecento Partecipano:
Coordina:
ore 12.40 Enrico Bellone, Riflessioni conclusive
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