Seminari
di Storia della Scienza Modelli, analogie e metafore nella scienza e nelle arti Aula della Vigna - Via Jappelli 1 - ore 17.00 |
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Giovedì 15 dicembre 2005 Sabino Matarrese Il Modello Standard dell'Universo Slides del seminario (formato pdf-4 MB) Giovedì 26 gennaio 2006 Renato Nobili Sistemi creativi, complessità indescrivibile e metafore Giovedì 23 febbraio 2006 Enrico Maria Corsini I colori dell'Universo Slides del seminario (formato pdf-8 MB) Giovedì 23 marzo 2006 Enrico Bellone Modelli evoluzionistici della conoscenza Giovedì 30 marzo 2006 Alvise Vidolin Elaborazione dei suoni e opera lirica: un'interazione possibile? La scienza moderna utilizza continuamente modelli, analogie e metafore. Li utilizza per progredire più speditamente nel cammino della conoscenza, ma li utilizza anche come strumento di comunicazione sia all'interno della comunità scientifica sia nei confronti del pubblico generico. Tuttavia definire univocamente cosa sia un modello, un'analogia o una metafora in ambito scientifico non è di fatto possibile. Per quanto riguarda i modelli, per esempio, esiste un'accezione positivistica di modello come strumento euristico della conoscenza scientifica, particolarmente presente nelle fasi nascenti di una nuova teoria o di una nuova disciplina scientifica; ed esiste un'accezione di modello come fase matura di una teoria ampiamente comprovata dai fatti (come il "Modello standard delle particelle elementari" o il "Modello standard dell'Universo"). Per quanto poi riguarda le analogie, ci sono differenze tra l'analogia fisica, di cui per esempio parla J. Clerk Maxwell, e l'analogia utilizzata in generale dalla scienza. "L'analogia fisica - scrive Maxwell nel suo articolo "On Faraday's Lines of Force" - non è altro che una somiglianza parziale tra le leggi relative a un certo settore fenomenologico e quelle relative a un altro, una somiglianza che permette di utilizzare le leggi del primo settore come illustrazioni di quelle del secondo". In altri casi, di cui si trovano esempi più frequenti in astronomia, biologia, chimica, geologia, l'analogia si presenta sovente legata più alle forme dei sistemi studiati che alle leggi. Ma anche questa divisione va presa con beneficio d'inventario. E ancora più problematica (o polisemica) è l'accezione di metafora scientifica. La metafora viene spesso utilizzata nel contesto della diffusione di cultura scientifica, ma sovente trova impiego anche nella fase di elaborazione di congetture che preludono a sviluppi teorici successivi. Questi sviluppi tuttavia non sempre sono in accordo con il significato originario della metafora che li ha in qualche misura stimolati, eppure continuano a riferirsi a quella metafora (è quanto avviene, per esempio, nel caso della "metafora della freccia del tempo"). Il ciclo di seminari intende affrontare queste questioni non dal punto di vista astratto di che cosa siano i modelli, le analogie e le metafore scientifiche, ma illustrando le loro fertili e multiformi applicazioni tramite esempi concreti, tratti dagli sviluppi recenti in diversi campi della scienza (che in alcuni casi hanno ricadute anche nell'espressione artistica). Inoltre, come per i seminari degli anni passati, uno degli obiettivi che ci si prefigge è quello di sottolineare come la storia della scienza e della tecnica possa svolgere un ruolo importante nel favorire la comunicazione tra diversi ambiti disciplinari (quella funzione che J. Clerk Maxwell chiamava la "fertilizzazione incrociata della scienza"), aiutando a comprendere ciò che accomuna le diverse ricerche e ciò che le distingue (spesso però più in apparenza che in realtà, ché sono molteplici le analogie, i modelli, le metafore che dimostrano, talvolta subito talvolta col tempo, di poter essere utilmente trasferiti da un ambito all'altro). Un modo per far emergere quella aspirazione a costruire una visione unitaria della Natura e del Sapere che è da sempre uno dei connotati della conoscenza. Giulio Peruzzi |
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